Pietra di Inciampo in ricordo del Gen. Alberto Trionfi – Comandante del 3° Reggimento Granatieri di Sardegna

Oggi è stata posata in Roma, in via della Lungara 61, la Pietra di Inciampo in ricordo del Generale Alberto Trionfi già Comandante del 3° Reggimento Granatieri di Sardegna. Ha presenziato alla cerimonia una Rappresentanza dell’ ANGS della Sezione di Roma.
Le Pietre di Inciampo sono una iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. L’iniziativa, attuata in diversi paesi europei, consiste nell’incorporare, nel selciato stradale delle città, davanti alle ultime abitazioni delle vittime di deportazioni, dei blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone posta sulla faccia superiore.
Il Generale Trionfi nacque a Jesi (Ancona) il 2 luglio 1892 ed iniziò la carriera delle armi il 7 novembre 1911 quale allievo volontario nella Scuola militare di Modena, da dove uscì sottotenente dei Granatieri nel febbraio 1913.
Dall’aprile 1914 al marzo 1916 fu in Libia, ove conseguì la promozione a tenente (luglio 1915) e capitano (gennaio 1916). Durante la prima guerra mondiale fu ferito tre volte ricevendo una medaglia di bronzo al Valor Militare.
Dal 1924 al 1926 frequentò con successo i corsi della Scuola di Guerra a Torino.
Promosso maggiore nel gennaio del 1927, venne destinato al Corpo di Stato Maggiore e successivamente al Comando della Divisione Napoli nel gennaio del 1931.
Tenente colonnello nel maggio del 1932, nel 1935 fu nominato capo della Delegazione Trasporti di Napoli.
Nel luglio dell’anno successivo fu trasferito al Corpo di Armata di Napoli, di cui venne nominato sottocapo di Stato Maggiore nell’ottobre.
Promosso colonnello nel settembre 1937, assunse il comando del Terzo Reggimento Granatieri, con il quale nel luglio del 1939 partecipò all’occupazione dell’Albania.
Capo di Stato maggiore della Divisione “Siena” (Napoli) nell’ottobre del 1939, fece ritorno in Albania nel settembre 1940 ma se ne allontanò nuovamente nel dicembre per raggiungere la Divisione “Lombardia” quale Capo di Stato Maggiore.
Nell’aprile del 1941 fu trasferito allo Stato Maggiore, nell’agosto dello stesso anno al Comando Difesa Territoriale di Roma e nel settembre al comando del XVII Corpo d’Armata. Nell’ottobre ebbe il comando della Scuola Militare di Roma.
Promosso generale di brigata nell’ottobre 1942, venne destinato al comando della Divisione “Cagliari”, quale comandante della fanteria divisionale in Grecia a Navarino, nel distretto di Pylos.
L’8 settembre 1943, al ritorno da una breve licenza in Italia, fu preso “prigioniero” dai tedeschi e portato in vagoni piombati in Polonia, nel Lager 64Z situato a Schokken (attuale Skoki). La prigionia durò dal 30 settembre 1943 al 28 gennaio 1945, quando, durante una marcia di trasferimento d a Schokken (attuale Skoki)., in località a Schelkowhammer (oggi Kuznica Zelichowaska) fu trucidato insieme ai generali Carlo Spatocco, Emanuele Balbo Bertone di Breme, Alessandro Vaccaneo, Giuseppe Andreoli ed Ugo Ferrero.