XX Secolo

Nel 1942 si costituiscono due battaglioni speciali Granatieri di Sardegna (da sbarco) che, dopo le operazioni
di guerra in Corsica e in Sardegna, partecipano con il Gruppo di Combattimento «Friuli» alla guerra di liberazione nazionale.

Nel secondo conflitto mondiale i Granatieri, inoltre, prendono parte ai combattimenti in Slovenia, Grecia,
Russia e Africa (da El Alamein a Tacruna).

I Granatieri, inoltre, furono i protagonisti della difesa di Roma dell’ 8, 9 e 10 settembre 1943.

Dai battaglioni che, vestiti con le uniformi fornite dagli inglesi, facevano parte del Gruppo di Combattimento, riprenderà vita in data 1° luglio 1946 il «1° Reggimento Granatieri di Sardegna» in quadrato nella
Divisione di Fanteria che da esso riceveva il nome.

Negli anni ’60 è costituito nell’ambito del 1° Reggimento il «IV btg. meccanizzato», composto del comando, di
un plotone comando, una compagnia Fucilieri e una compagnia Carri dotatadi M. 47.
Tale battaglione, dislocato nella sede di Civitavecchia, resta in vita fino ai primi anni ’70 quando è sciolto.

Il 1° ottobre 1975, per effetto della ristrutturazione dell’Esercito, il 1° e 2° Btg. si trasformano in 1° Btg. Gra-
natieri meccanizzato «Assietta» e 2° Btg. Granatieri meccanizzato «Cengio» e il 3° Btg. si trasforma in 3° Btg. Granatieri «Guardie», ereditando le bandiere del 1°, del 2° e del 3° Rgt.

Nel 1992, con una nuova ristrutturazione della Forza Armata, vengono ricostituiti i Reggimenti.

In varie epoche successive, la brigata perde, quasi sempre per scioglimento delle unità, (bersaglieri, corazzati, ar-
tiglieria, btg. logistico), alcuni reparti che la compongono.
Il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, grande esperto di uniformologia e stimatore del Corpo, fece
adottare ai granatieri la GUR (Grande Uniforme di rappresentanza), simile a
quella in uso nel 1848, per le cerimonie e le attività, come dice il nome, dirappresentanza.